30Gennaio2023

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Pertusillo, Pittella: 'Non ci sono idrocarburi. Forse alghe'

 

Si attende che si faccia chiarezza sulle cause della anomala colorazione assunta dalle acque del Pertusillo.
Su questa pagina seguiremo tutti gli aggiornamenti sull'argomento che emergeranno durante la giornata.

 

ore 17:30

Pittella: “Non ci sono idrocarburi. Si tratta di alghe”
Nelle acque della diga del Pertusillo, secondo le ultime analisi effettuate, non è stata riscontrata la presenza di idrocarburi, nonostante un episodio di sversamento da una cisterna avvenuto nei giorni scorsi e per il quale l’Asi aveva invitato l’Eni a intervenire. Proprio per questo gli uffici regionali, su richiesta del presidente Pittella, stanno preparando una diffida nei confronti del colosso petrolifero.
La Regione Basilicata e l’Arpab - con il coordinamento e la supervisione dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) - avvieranno comunque un piano straordinario per il controllo dell’invaso: saranno poste in essere una serie di attività, fra cui il campionamento della qualità dell’acqua ed il riconoscimento della specie delle alghe, ma saranno anche anticipati i tempi per le analisi sulla potabilizzazione, così come per il censimento di tutti gli scarichi, a partire da quelli delle aziende agricole.
E’ quanto emerso questa mattina a Potenza, dal tavolo di lavoro presieduto dal presidente della Regione Basilicata, Marcello Pittella e dall’assessore regionale all’Ambiente, Francesco Pietrantuono, per fare il punto sulle attività di monitoraggio e controllo eseguite in queste settimane da Arpab sulle acque della diga del Pertusillo. Alla riunione hanno partecipato funzionari e dirigenti del Dipartimento Ambiente e della Presidenza della giunta regionale, rappresentanti dell’Arpab - fra cui il direttore generale Edmondo Iannicelli - ed anche il coordinatore dell’Ispra, Fabio Pascarelli, uno dei maggiori esperti in Italia di siti contaminati.
Dopo che il direttore generale dell’Arpab ha chiarito che “da tutti i controlli fatti finora, su impulso delle forze dell’ordine o dei sindaci dell’area, non è risultato che nel laghetto o nella diga del Pertusillo ci fosse inquinamento da idrocarburi”, la Regione Basilicata ha chiesto all’Ispra “di avviare comunque uno studio sul funzionamento dell’impianto petrolifero del Cova”, così come “sulla situazione dei pozzi dismessi presenti nel territorio, per capire , con chiarezza scientifica se esista realmente un collegamento tra l’attività complessiva e la presenza di materiali inquinanti o delle macchie di colore scuro che stanno creando allarme tra la popolazione”.
Allo stesso tempo, però, viene considerata con maggiore convinzione l’ipotesi - avvalorata dalle analisi già effettuate negli anni dall’Arpab - che la presenza di sostanze come azoto o fosforo sia determinata da fattori legati all’attività antropica (da quella agricola a quella di depurazione) e non quindi ad attività estrattive. Lo hanno ribadito, nel corso della riunione, gli stessi tecnici dell’Arpab, spiegando che “il fenomeno si è verificato in altre situazioni già nel 2010: in quel caso, dopo le analisi, non erano state riscontrate evidenze di contaminazione di tipo chimico correlabili ad attività industriali, ma era stato registrato, invece, uno sviluppo abnorme di materiale algale, determinato da fattori legati all’attività antropica, ma anche al repentino cambio di temperature e quindi alle condizioni climatiche. Tra il 2014 e il 2015, nell’ambito del progetto Ecosistemi della val d’Agri, che prevedeva una definizione di tipo qualitativo dei corpi idrici lago e fiume Agri a monte del Pertusillo - ha aggiunto l’Arpab - è stata riscontrata presenza di fosforo, che proviene da attività agricole o da depurazione. La colorazione scura - ha evidenziato l’Agenzia- deriva da una proliferazione abnorme di alghe, che nella fattispecie può essere stata innescata dalla presenza di nutrienti, così come da bruschi cambi di temperature. E’ un fenomeno che ciclicamente si ripeterà, perché del tutto naturale”.
Il governatore Pittella a conclusione della riunione ha detto: “Esistono due questioni: una riguarda lo sversamento da una delle quattro cisterne all’interno del Cova, l’altra le macchie colorate sulle acque della diga del Pertusillo. Sul primo punto vogliamo capire se c’è stata l’inosservanza da parte di Eni delle prescrizioni del Comitato tecnico regionale (Ctr), che prevedevano la realizzazione di sottofondi nei quattro serbatoi entro il 2017 e stiamo già predisponendo una diffida, affinché si attivi immediatamente a farlo.
L’altra vicenda - ha evidenziato il presidente - riguarda la diga del Pertusillo. Dalle analisi possiamo escludere la presenza di idrocarburi, nonostante l’episodio dello sversamento da una delle cisterne, nel frattempo l’Arpab con Ispra sta continuando le indagini per comprendere fino in fondo le cause dei cambiamenti cromatici, che si verificano in generale su tutti i grandi invasi del mondo e non solo della Basilicata. E’ stata riscontrata, invece, la presenza di un’alga, di cui cercheremo la nature e l’origine, che potrebbe essere addebitata agli sversamenti impropri che provengono dall’agricoltura. Sono state fatte tra l’altro ulteriori indagini che ci dicono che l’acqua è assolutamente potabile. Una volta ottenuti tutti i risultati saremo in grado di agire. Lo faremo in fretta, perché esiste un problema di credibilità nel rapporto tra noi e i cittadini. Non faremo sconti a nessuno ed andremo avanti”.

Acquedotto Pugliese: “La qualità dell’acqua è buona”
Dello stesso parere è l’Acquedotto Pugliese che, nel frattempo, aveva diffuso una nota stampa rassicurante dove affermava che “la qualità dell'acqua distribuita da Acquedotto Pugliese proveniente dall'invaso del Pertusillo e potabilizzata nell'omonimo impianto industriale situato a valle dello stesso, è buona". Tutte le analisi effettuate fino ad oggi e che vengono condotte costantemente sia sull'acqua in ingresso, sia sull'acqua potabilizzata dall'impianto, non hanno mai manifestato anomalie né rilevato la presenza di Idrocarburi Totali o di Idrocarburi Policiclici Aromatici. Giova, altresì, ricordare, ad ulteriore chiarimento, che il punto di prelievo dell'acqua dal lago è posizionato a decine di metri di profondità e ciò costituisce un ulteriore grado di garanzia, in aggiunta ai processi di trattamento condotti nell'impianto, rispetto ad eventuali contaminanti che dovessero manifestarsi sulla superficie del lago".

Latronico (DI): “Stato di grave degrado”
Al termine del sopralluogo sulla diga del Pertusillo, alla presenza degli amministratori dell'area, il deputato DI ha affermato che ”la gestione dei sistemi di monitoraggio e controllo degli invasi lucani a partire da quello del Pertusillo va fatta con rigore e sistematicità, approfondendo tutte le compenenti e le cause delle evidenti alterazioni .

A vista la diga del Pertusillo si presenta in uno stato di grave ed allarmante degrado a cui è urgente porre rimedio. Non ci sono più le acque cristalline di un bacino idrico che colpiva per splendore e brillantezza alimentato da decine di sorgenti provenienti dai monti del parco della valdagri. Continuo a ritenere che siano valide le osservazioni del presidente della commissione parlamentare speciale dei rifiuti, Alessandro Bratti, che sollecita l'assunzione di responsabilità da parte di organismi nazionali come l'Ispra, muniti di competenza e strumenti all'altezza delle problematiche che presenta il più grande centro petrolifero europeo.
Bisogna superare la sproporzione che c'è oggi tra le reali capacità di controllo e l'enorme complessità e vastità dei fenomeni e dei processi da osservare. Superare la fase della improvvisazione e della inadeguatezza costruendo un sistema di monitoraggio pervasivo e capace di prevenire fenomeno di degrado e di alterazione delle matrici ambientali.

ore 12:00
In corso il tavolo regionale sul monitoraggio del Pertusillo
E' in corso il tavolo regionale di lavoro, convocato in mattinata dal governatore lucano Marcello Pittella, accompagnato dall'assessore Francesco Pietrantuono, per fare il punto sulle attività di monitoraggio e controllo eseguite in queste settimane da Arpab sulle acque della diga del Pertusillo.
Nel corso della riunione, alla quale partecipano funzionari e dirigenti del Dipartimento Ambiente e della Presidenza della Giunta regionale, il direttore generale dell'Arpab, Edmondo Iannicelli, si soffermerà sui risultati dei primi campionamenti effettuati e sugli esiti dei contatti posti in essere con Ispra e Acquedotto Pugliese, in modo da consentire alla Giunta di adottare tutti gli eventuali provvedimenti necessari (anche i più forti sul piano amministrativo) per tutelare l'ambiente e salvaguardare la salute umana.

Il sopralluogo di Cosimo Latronico (DI)
Intanto, dalle ore l'onorevole Cosimo Latronico è sul posto per un sopralluogo finalizzato a constatare la situazione ambientale dell'invaso, in particolare delle acque, "al fine di richiamare l'interesse di tutte le autorità regionali e nazionali sul grave allarme che si è registrato in queste ore". Il deputato DI ha informato dell'iniziativa anche il Prefetto di Potenza e gli amministratori dell'area.

Totaro (Presidente Parco Appennino): "Grande preoccupazione"
Sulla questione è intervenuto anche Domenico Totaro, presidente del Parco Nazionale dell'Appennino Lucano, nella cui area ricadono alcuni pozzi estrattivi della concessione Val d'Agri:
"Cadono come un macigno sul Parco Nazionale dell'Appennino Lucano le ultime notizie pubblicate dai media sulla situazione del Lago del Pertusillo, ritenuto presumibilmente inquinato da sostanze derivanti da idrocarburi, data la colorazione anomala delle sue acque. Il Parco dal suo decreto istitutivo, che risale al 2007, svolge una costante attività di tutela dell'immenso patrimonio naturalistico e di biodiversità di quest'area della Basilicata e ci vuole vedere chiaro.
Mi auguro si tratti di un'anomalia dovuta a delle cause esclusivamente naturali. Il Pertusillo è un ambiente di estremo rilievo per l'area del Parco ed è una risorsa chiave per la sua importantissima funzione. Si tratta, infatti, di un ecosistema delicato la cui presenza floro-faunistica è completamente in simbiosi con l'ambiente naturalistico circostante. E' un'area che va salvaguardata e monitorata nel modo migliore possibile se consideriamo, altresì, che fornisce acqua a moltissimi territori della Basilicata e della Puglia, oltre ad essere utilizzato per le irrigazioni agricole i cui prodotti arrivano sulle nostre tavole.
Esprimo la mia grande preoccupazione per questa situazione. Chiedo che si faccia chiarezza al più presto e che si risalga, con indagini opportune, alle reali cause di questo fenomeno inspiegabile, per tranquillizzare le popolazioni ed anche i sindaci dei comuni interessati. Pur adoperando quella cautela che ci suggerisce di attendere i risultati delle analisi già avviate dall'ARPAB, voglio ribadire che qualora dovesse trattarsi di inquinamento dovuto ad insediamenti industriali non opportunamente controllati e condotti, l'Ente Parco intende esercitare la legittimità di costituirsi parte civile ed addurre un'azione risarcitoria per eventuali danni ambientali provocati da questo fenomeno."