Puzza e petrolio. "Si fa prima a trasferire Pisticci Scalo". Commissione Senato a Tecnoparco: "Strano trattare i reflui qui"

Raddoppiamo le estrazioni e pure le royalties, reiniettiamo il petrolio e, per evitare al quartiere di Pisticci Scalo soffocato dai miasmi ulteriore nocumento, trasferiamolo altrove. E’ la vision maturata dal senatore Massimo Mucchetti (Pd), presidente della X Commissione industria, commercio, turismo del Senato, in seguito al suo primo giorno di visita in Basilicata, con il sopralluogo mattutino dedicato alle attività estrattive in Val d’Agri e la sortita di ieri pomeriggio a Tecnoparco Valbasento. Che Mucchetti sia un esponente dell’attuale ortodossia politica del Pd in fatto di sviluppo industriale appare subito evidente. Ha una vision diversa il senatore lucano del M5S, Vito Petrocelli, che questo sopralluogo l’ha voluto e che della X commissione Senato è componente. Il suo movimento è per lo stop alle trivellazioni in Basilicata e storce il naso di fronte all’ipotesi della reiniezione. Ma tant’è: sono le dinamiche delle Commissioni, che rispecchiano i gruppi parlamentari e che in Italia notoriamente non risolvono i problemi. Al massimo ne prendono atto e qualche volta continuano ad alimentare il dibattito. A volte in maniera pertinente, altre volte tradendo quella superficialità connessa al troppo peregrinare per le tortuose vie dello Stivale. Il dibattito lo alimenterà senz'altro, esternando il suo pensiero su uno dei temi più caldi del momento, il presidente Mucchetti, al termine del sopralluogo agli impianti di Tecnoparco Valbasento. “Trovo che sia un po’ strano – esordisce - che dalla Val d’Agri si portino le acque nere in questi impianti con il risultato che a Pisticci si sta male a causa delle puzze, mentre l’Eni butta via 40 milioni di euro all’anno per fare questo trasporto, quando sarebbe più semplice, come avviene in tutte le parti del mondo, reiniettarle nei pozzi, assicurando una vita più lunga ai pozzi medesimi”. Ma il sistema, al netto della discussione a più voci sulla reiniezione, è un altro. E allora si fa prima a spostare Pisticci Scalo: “Qui c’è un problema di sostenibilità degli odori - spiega Mucchetti -. Abbiamo fatto il nostro giro, li abbiamo sentiti, è una situazione sgradevole. Allora facciamo due conti: le case nel quartiere valgono poco e niente. Quanto costa costruire più o meno altrettante abitazioni da un’altra parte? Non molto. Il problema si risolverebbe alla radice e abbastanza alla svelta. Pisticci Scalo non è il rione Tamburi di Taranto, con 25 mila anime. Qui è facile, ci sono 6-7-800 persone: si può fare, non avrebbe un costo elevato. Anzi il costo potrebbe essere sostenuto un po’ da tutti, anche dalle industrie, anche dalle stesse famiglie. Questo sarebbe un modo concreto di affrontare una parte del problema”. L’altra parte riguarda l’idea di sviluppo ed un futuro, quello della Basilicata, sul quale Mucchetti non ha dubbi: “ C’è tanto petrolio e gas da tirar fuori, di più di quello che si tira fuori adesso, sarebbe saggio aumentare la produzione, aumentare le royalties che vanno alla comunità lucana e spenderle meglio di come sono state spese finora. Usare queste royalties come volano per fare investimenti produttivi veri, adatti al territorio, sostenibili dal punto di vista ambientale. Qui in Basilicata ci sono capitali per avviare attività produttive, perché se si raddoppiassero le estrazioni con conseguente raddoppio delle royalties, questa è una regione che potrebbe avere mezzo miliardo all’anno da spendere. E allora prendete in mano il vostro destino e fate le scelte che vanno fatte. Certo che occorre anche decidersi su cosa vuol dire impatto ambientale, perché se vuol dire non fare niente del tutto, poi non ci si lamenti se ci si trova ai piedi di Cristo pur avendo delle risorse in mano”. Poi, però, ci sarebbe da spiegare perché questa regione è ai piedi di Cristo nonostante tutti i fondi percepiti e spesi e, soprattutto, ci sarebbe da capire che le popolazioni non si fidano delle garanzie sull’impatto ambientale non per talebanesimo ambientalista, ma perché continuano ad avere le prove della disinvoltura a della frequenza con le quali vengono prese in giro. Perché, in sostanza, il sistema non è più credibile e non fa nulla per diventare credibile.
Per il senatore Petrocelli “poter parlare con Eni oggi è stato un elemento positivo. La nostra posizione come gruppo parlamentare è nota e l’abbiamo messa a confronto. Come gruppo parlamentare faremo le nostre proposte, che arriveranno al prossimo tavolo col presidente Pittella”.
Il sindaco Di Trani si è detto “soddisfatto di questa visita”, ma ha mostrato “disappunto perché tutti coloro che ho provato a coinvolgere sulle problematiche della Valbasento, ivi compresi i nostri vice ministri, continuano ad essere assenti e non danno risposte”.
Anche il sindaco Di Trani, accolto solo in un secondo momento nella visita della Commissione a Tecnoparco, torna sulla richiesta di trasferimento del quartiere. All’inizio sembrava una provocazione. Ma ultimamente qualcuno sembra prenderla sul serio. Lo ha fatto il Comitato Pisticci Scalo Pulita che, in alternativa, ha chiesto la delocalizzazione degli impianti di trattamento, lo ha fatto il presidente Mucchetti e lo aveva fatto lo stesso Di Trani, ad un recente tavolo regionale. “Anche noi abbiamo chiesto il trasferimento del quartiere nell’incontro in Regione”  precisa il sindaco di Pisticci. “Nel frattempo – prosegue - chiediamo che vengano sospesi i flussi di reflui rivenienti dalla val D’Agri. E, soprattutto, vogliamo sapere da Potenza cosa vuol fare politicamente della Valbasento. Finora non sono arrivate risposte. Cercherò di rimettermi in contatto con il presidente per cercare di spingere sia verso il trasferimento dell’abitato sia verso il blocco dei camion dalla Val d’Agri. Se poi dal punto di vista istituzionale non riusciremo a cavare un ragno da un buco, allora va da sé che faremo quello che abbiamo fatto l’altra sera”. Ovvero tornare alla protesta ed ai blocchi. Nel frattempo, però, forse sarebbe interessante rispondere ad un quesito: se raddoppiassero le estrazioni e quindi i reflui destinati al trattamento in Valbasento, qualora raddoppiasse anche la puzza e magari arrivasse a rendere invivibile Pisticci centro, toccherebbe iniziare a trattare anche il trasferimento del centro storico? Dove si rischia di arrivare con una logica del genere? Alla lunga (e manco tanto) l'intruso, in Basilicata, sarà il lucano.

Roberto D'Alessandro

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