Amianto. "I morti della Valbasento reclamano giustizia"
- Post 06 Maggio 2014
Centinaia di lavoratori della Val Basento hanno dovuto barattare la salute per il lavoro. Un baratto infame consumatosi sulla pelle di chi per anni, inconsapevole, ha lavorato a contatto con sostanze tossico-nocive-cancerogene e tra queste la micidiale fibra killer: l’amianto. Chi sapeva, e avrebbe potuto intervenire per evitare la strage, ha taciuto. Come sempre accade, la strage di legalità e di diritto si traduce in strage di popoli.
I morti della Val Basento reclamano giustizia, così come un territorio martoriato dalla umana incoscienza e avidità reclama bonifica.
Per dirla con il Presidente dell’AIEA Vba Mario Murgia occorre dare un volto a coloro che ancora vagano nell’oblio e attendono una giustizia terrena oltre che una giustizia altrove.
Un primo passo potrebbe farlo la Procura della Repubblica di Matera, che da oltre un anno custodisce nei suoi cassetti un esposto-denuncia dell’Aiea (Associazione Italiana Esposti Amianto) sulle decine di morti verificatesi nell’ultimo decennio tra i dipendenti dello stabilimento Anic/Enichem.
Questo per non citare l’esposto indirizzato alla stessa Procura materana, datato 22 giugno 2010, nel quale si chiede di accertare le responsabilità dei datori di lavoro che hanno operato nella Val Basento (Eni, Snia, Liquichimica, Materit), in relazione alle innumerevoli malattie professionali e al decesso di decine e decine di lavoratori.
L’Associazione Radicali Lucani si schiera, come già fatto in passato, al fianco di vittime, familiari e dell’Aiea che sta svolgendo un lavoro straordinario di documentazione, denuncia e proposta.
P.S.
Suggerisco alla Procura di Matera di dare un’occhiata alle video-inchieste che ho prodotto nel 2009 sull’area industriale della Val Basento. Sono certo che dalle stesse emergano numerose notizie di reato, incluso il disastro ambientale.
Maurizio Bolognetti
Direzione Radicali Italiani
Consigliere Associazione Coscioni
Segretario Radicali Lucani
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